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  Alba Fucens
Storia
Nel 1300 circa ebbe inizio una migrazione degli abitanti dell’antica città romana di Alba Fucens, tuttora meta turistica per via dei suoi importanti scavi archeologici, verso i centri Massa e Corona, che in seguito si congiunsero per formare l’odierna Massa D’Albe.

Il nome di Massa, sin dal Medioevo, sta ad indicare una terra di possedimenti, quali fattorie e pascoli, che solo nel 1600 iniziò ad essere un nucleo via via più preminente, fino a divenire il centro di aggregazione di tutte le “ville”, compresa Albe (l’antica Alba Fucens). Ciò avvenne per decisione del Pubblico Consiglio dell’Università di Massa, che prese posizione per governare anche le frazioni circostanti. Tuttavia, in varie occasioni alcune di queste si ribellarono all’egemonia del capoluogo, primo fra tutti Castelnuovo, oggi sotto Avezzano.

Gli antichi dissapori tra frazioni e capoluogo giunsero intatti fino agli ultimi strascichi del feudalesimo che, una volta abolito, permise ad Antrosano, Castelnuovo e San Pelino di chiedere l’aggregazione al comune di Avezzano, che comunque gli venne rifiutata più volte, venendo infine ammessi a metà del XX secolo.

Massa e Corona furono quasi interamente distrutte nel terremoto del 1915, in cui comunque resistettero parzialmente i rispettivi centri storici, ancor oggi visitabili.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Massa d’Albe fu sede di un comando nazista, per via del fatto che la linea difensiva tedesca in Italia attraversava anche i suoi territori. Per questo motivo vi fu una significativa attività partigiana.



Alba Fucens

Alba Fucens è stata un’importante colonia latina, fondata nel 204 a.C. da Roma per la sua posizione strategica, al confine con i Marsi e nel territorio degli Equii, su una collina poco a nord della Tiburtina Valeria.

Dal termine della Seconda Guerra Punica molti prigionieri di stato vennero ivi inviati e reclusi, come Siface re di Numidia, Perseo re di Macedonia, Bituito re degli Arverni.

A seguito dell’esodo dei suoi abitanti verso Massa e Corona, Alba Fucens non divenne una città fantasma, fu invero teatro di vari avvenimenti storici anche di notevole importanza. Nel Medioevo divenne un feudo, come anche Tagliacozzo e Celano, cambiando nome in Albe, che, avendo parteggiato per i ghibellini nella Battaglia di Tagliacozzo, fu distrutta da Carlo I d’Angiò a seguito della vittoria su Corradino di Svevia, nel 1268. Più tardi andò sotto dominio regio, per poi venire lasciata in eredità dal re Roberto alla nipote Maria di Durazzo, passando alla sua morte nel 1366 al controllo di Giovanna di Durazzo.

A cavallo tra il XIV ed il XV secolo Albe, assieme a Manoppello e Celano, venne concessa a Luigi di Savoia, quando Ladislao d’Angiò ebbe la meglio su Luigi II d’Angiò e l’antipapa Giovanni XXIII nelle lotte di successione al trono.

Nel 1405 la regina Margherita di Durazzo prese Albe, di cui però concesse il comando ai Colonna, dei quali rimase per poco, in quanto reclamato subito dopo dal dominio regio. Nel frattempo salì al trono Giovanna II di Napoli che restituì il feudo ai Colonna; ma alla morte della regina nel 1435 scoppiò un’ennesima guerra di successione, nel corso della quale Albe andò sotto il potere di Giacomo Caldora, investito nel 1436 col privilegio della regina Isabella.

Pochi anni dopo, nel 1457, Francesco Pagano diviene Governatore d’Albe a nome di Alfonso d’Aragona, essendo il feudo tornato sotto la giurisdizione della Regia Camera. Le vicende di Albe da qui vanno a pari passo con quelle di Tagliacozzo, dato che Francesco Pagano ne era contemporaneamente Governatore, fino alla presa definitiva di possesso di entrambi i feudi per mano della Famiglia Colonna. Da qui ha inizio la decadenza di Albe.

Attualmente Albe è una località, apprezzata meta turistica, a ridosso degli scavi archeologici di Alba Fucens.
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